Lavoro

La nostra vita

Lavoro

Dio ci è Padre ed è un Dio Povero, perché dona continuamente tutto ciò che è, e noi riceviamo tutto da Lui gratuitamente!

Francesco e Chiara l’hanno incontrato nel volto del Cristo povero e crocifisso, il cui unico tesoro è l’Amore del Padre, e l’hanno seguito in totale libertà del cuore e continua restituzione di se stessi e di ogni dono.
Illuminate dalla loro parola e dal loro esempio di vita anche noi desideriamo “seguire la vita e la povertà dell’Altissimo Signore nostro Gesù Cristo e della sua Santissima Madre e perseverare in essa sino alla fine”. (RsC VI,7)

La povertà è una dimensione esistenziale che coinvolge tutto il nostro essere e il nostro vivere e ci rende libere da ogni forma di possesso, disponibili al reciproco servizio, all’accettazione gioiosa del lavoro quotidiano, minori e soggette a tutti, abbandonate all’unica sicurezza che è la provvidenza del Padre, il grande Elemosiniere. Comprende una duplice dimensione: povertà interiore come cammino di espropriazione sui passi di Cristo, verso la libertà da noi stesse, dai nostri progetti, dalla ricerca di sicurezze per abbandonarci al progetto di Amore del Padre, per vivere in umiltà e minorità le nostre relazioni con Dio, con noi stesse, con le sorelle, con le cose; povertà esteriore: cerchiamo di dare priorità alla parola del Vangelo su ogni altra parola per credere che è possibile oggi essere poveri di beni, di sicurezze, di cose, recuperare sempre la sobrietà e l’essenzialità come stile di vita personale e comunitario, rinunciando a ogni forma di sicurezza, di pretesa e di accumulo di beni, per vivere come “pellegrine e forestiere in questo mondo”.

In quest’ottica abbracciamo con gioia la fatica del “lavorare con le nostre mani” come esperienza di condivisione semplice della condizione di vita di tanti fratelli e sorelle, di restituzione al Signore tutti i talenti da Lui ricevuti e con cui possiamo partecipare al nostro sostentamento. Così la dimensione della povertà è anche un cammino di accoglienza di ogni fratello e sorella e, in particolare, della realtà in cui viviamo, sentendoci solidali con l’uomo e con ogni sua forma di povertà.

iconografa M
nell'orto M

Testi di riferimento

Le sorelle non si approprino di nulla, né della casa, né del luogo, né d’alcuna cosa, e come pellegrine e forestiere in questo mondo, servendo al Signore in povertà e umiltà, con fiducia mandino per la elemosina.
Santa Chiara

Io frate Francesco piccolino, voglio seguire la vita e la povertà dell’altissimo Signore nostro Gesù Cristo e della sua santissima Madre, e perseverare in essa sino alla fine. E prego voi, mie signore e vi consiglio che viviate sempre in questa santissima vita e povertà. E guardatevi molto bene dall’allontanarvi mai da essa in nessuna maniera per l’insegnamento o il consiglio di alcuno.
Santa Chiara

Le sorelle alle quali il Signore ha dato la grazia di lavorare, lavorino, dopo l’ora di terza, applicandosi a lavori decorosi e di comune utilità, con fedeltà e devozione, in modo tale che, bandito l’ozio, nemico dell’anima, non estinguano lo spirito della santa orazione e devozione, al quale tutte le altre cose temporali devono servire.
Santa Chiara

Voi sapete – lo credo fermamente – che il regno dei cieli è promesso e donato dal Signore solo ai poveri, perché quando si amano le realtà temporali, si perde il frutto della carità.
Santa Chiara

Questa è la perfezione per la quale il Re stesso ti unirà a sé nell’etereo talamo, dove siede glorioso su un trono di stelle: poiché tu, stimando vili le grandezze del regno terreno e sdegnando le offerte di nozze imperiali, divenuta emula della santissima povertà in spirito di grande umiltà e ardentissima carità, hai ricalcato le orme di colui al quale meritasti di essere unita in sposa.
Santa Chiara

Ti vedo abbracciare con l’umiltà, la forza della fede e le braccia della povertà il tesoro incomparabile nascosto nel campo del mondo e dei cuori umani, col quale si compra colui che dal nulla fece tutte le cose.
Santa Chiara

Per amore di quel Dio, che povero fu posto nella mangiatoia, povero visse nel mondo e nudo rimase sul patibolo, al suo piccolo gregge, che il Signore e Padre generò nella sua santa Chiesa con la parola e l’esempio del beatissimo padre nostro Francesco, per seguire la povertà e l’umiltà del suo Figlio diletto e della gloriosa vergine, sua Madre, faccia sempre osservare la santa povertà, che promettemmo al Signore e al beatissimo padre nostro Francesco, e si degni di sostenerle sempre e di conservarle in essa.
Santa Chiara