Preghiera

La nostra vita

Preghiera

La nostra esperienza contemplativa, secondo il carisma di Francesco e Chiara, nasce dallo stupore di fronte all’inaudita scoperta dell’amore gratuito di Dio, fatto carne in Cristo Gesù. Contemplare è lasciarsi conquistare e affascinare da Cristo, lasciarsi abitare da lui per divenire sua stabile dimora; è vivere, nello Spirito, l’umile accoglienza di Maria, divenendo come lei “sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo”.

Come Chiara, dunque, troviamo la sorgente e la via della nostra vocazione nella relazione col Signore Gesù Cristo povero, umile e crocifisso; una relazione totalizzante, che cioè abbraccia tutta intera la persona, in ogni dimensione, la unifica e la plasma. È rispondere al Suo Amore e vivere in Sua memoria. Alimentiamo la comunione con il Signore nei momenti di preghiera che ritmano la nostra giornata e costituiscono la fonte e il culmine della nostra vita: la celebrazione dell’Eucaristia, la preghiera liturgica e personale, la meditazione della Parola di verità.
È quello che in altre parole, Francesco e Chiara esprimono come il “cuore” della nostra Forma di Vita, ciò che più dobbiamo desiderare: “avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione”.

Lasciandoci guidare dallo “Spirito di orazione e devozione” contempliamo, nel silenzio, l’infinito amore di Dio e con tutta la nostra vita diveniamo, nella Chiesa, “eucaristia”, gioioso rendimento di grazie e offerta viva al Datore di ogni bene per la salvezza dell’umanità.

in coro M

Testi di riferimento

Attendano a ciò che soprattutto debbono desiderare: avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione, a pregarlo sempre con cuore puro e ad avere umiltà, pazienza nella tribulazione e nella infermità. Santa Chiara

Felice certamente colei a cui è dato godere di questo sacro connubio, per aderire col più profondo del cuore a colui la cui bellezza ammirano incessantemente tutte le beate schiere dei cieli, il cui affetto appassiona, la cui contemplazione ristora, la cui benignità sazia, la cui soavità ricolma, il cui ricordo risplende soavemente, al cui profumo i morti torneranno in vita e la cui visione gloriosa renderà beati tutti i cittadini della celeste Gerusalemme. E poiché egli è splendore della gloria, candore della luce eterna e specchio senza macchia, guarda ogni giorno questo specchio , o regina sposa di Gesù Cristo, e in esso scruta continuamente il tuo volto, perché tu possa così adornarti tutta all’interno e all’esterno, vestita e avvolta di variopinti ornamenti, 17 ornata insieme con i fiori e le vesti di tutte le virtù, come conviene a figlia e sposa amatissima del sommo Re. In questo specchio rifulgono la beata povertà, la santa umiltà e l’ineffabile carità, come potrai contemplare, con la grazia di Dio, su tutto lo specchio. Guarda con attenzione – dico – il principio di questo specchio, la povertà di colui che è posto in una mangiatoia e avvolto in pannicelli. O mirabile umiltà, o povertà che dà stupore! Il Re degli angeli, il Signore del cielo e della terra è reclinato in una mangiatoia. Nel mezzo dello specchio poi considera l’umiltà santa, la beata povertà, le fatiche e le pene senza numero che egli sostenne per la redenzione del genere umano. Alla fine dello stesso specchio contempla l’ineffabile carità, per la quale volle patire sull’albero della croce e su di esso morire della morte più vergognosa. Perciò lo stesso specchio, posto sul legno della croce, ammoniva i passanti su ciò che là bisognava considerare, dicendo: O voi tutti che passate per via, fermatevi e guardate se c’è un dolore simile al mio dolore; rispondiamo con una sola voce, con un solo spirito, a lui che grida e si lamenta: Sempre l’avrò nella memoria e si struggerà in me l’anima mia.
Santa Chiara