Spunti di riflessione per la Novena di santa Chiara – 10 agosto: La presenza di Maria, la Madre di Dio, in Chiara d’Assisi

Sabato 10 agosto 2019

La presenza di Maria, la Madre di Dio,

in Chiara d’Assisi

“Santa Maria Vergine, non vi è alcuna simile a te, nata nel mondo, tra le donne, figlia e ancella dell’altissimo sommo Re il Padre celeste, madre del Signore nostro Gesù Cristo, sposa dello Spirito Santo…”

Sono parole che conosciamo e che ormai ci appartengono.

È l’antifona dell’Ufficio della Passione, scritto da Francesco, preghiera conosciuta da Chiara e dalle sue sorelle e pregata più volte al giorno da loro, come dai frati.

Sorge spontaneo chiedersi:

Che pensieri avrà suscitato in Chiara il ricordare spesso, con la bocca e col cuore, la santa Madre di Dio?  Che desideri le saranno sorti in cuore? Cosa diceva a Maria mentre la pregava? 

Come Chiara parlava con le sorelle della vita del Signore Gesù e della sua Madre poverella?

Possiamo trovare qualche risposta a questi interrogativi negli scritti di Chiara stessa e nelle testimonianze rese al Processo di canonizzazione dalle sorelle che hanno vissuto con lei. 

Alcune sorelle, infatti parlando della vita santa di Chiara, non possono che concludere affermando di “credere fermamente che da la Vergine Maria in qua nessuna donna fosse di maggior merito che essa madonna Chiara”.

E la sorella che racconta la presenza di Maria vicino a Chiara morente si esprime così: 

“la nostra gloriosa madonna beata Vergine Maria apparecchiava i suoi vestimenti per vestire questa novella santa”. 

È bello notare l’espressione: la nostra gloriosa…; È come dire che era di casa.

Comprendiamo quindi che la Madre di Dio era una presenza familiare nel monastero di s. Damiano.

Anche Chiara, nelle lettere che invia ad Agnese di Praga, apre il tesoro del suo cuore quando le scrive: “Abbraccia, vergine povera, Cristo povero” 

e ancora: 

“Stringiti alla sua dolcissima Madre che generò un figlio tale che i cieli non potevano contenere, eppure lei lo raccolse nel piccolo chiostro del suo sacro seno e lo portò nel suo grembo di fanciulla”.

È come se Chiara confidasse ad Agnese: “io faccio così: mi stringo alla sua dolcissima Madre”.

Ed è il suggerimento che anche noi oggi possiamo cogliere dalle sue parole e dalla sua vita.

A cura delle sorelle di Lovere