Spunti di riflessione per la Novena di santa Chiara – 2 agosto: Chiara, la cristiana

Venerdì 2 agosto 2019

Chiara, la cristiana

È questo l’appellativo con cui Francesco parla di Chiara, come ci testimoniano le fonti. Ascoltando le parole di Chiara, la sua vita, la sua testimonianza credente ci vogliamo lasciar raggiungere e illuminare nel nostro vivere quotidiano alla sequela del Signore Gesù.

Per descrivere il nucleo vivo della sua esperienza cristiana attingo ad un frammento della Forma vitae che Francesco scrisse per Chiara e le sorelle e che Chiara stessa ha incastonato nel cuore della Regola nel capitolo VI:

Poiché per divina ispirazione

vi siete fatte figlie e ancelle dell’altissimo sommo Re, il Padre celeste,

e vi siete sposate allo Spirito Santo,

scegliendo di vivere secondo la perfezione del santo Vangelo

voglio e prometto di avere sempre di voi come di loro, per mezzo mio e dei miei frati,

cura diligente e sollecitudine speciale”

Scritte da Francesco e citate da Chiara, queste parole rimarcano il legame di Chiara e delle sorelle con Francesco e la primitiva Fraternitas, in esse possiamo riconoscere la sintesi teologico-carismatica della loro vocazione e della loro vita.

Esse sono chiamate per divina ispirazione, per opera cioè dello Spirito – Dio agisce sempre per primo! –  a riconoscersi dipendenti in tutto dal Padre, dal quale proviene ogni bene; figlie e ancelle di Colui che va facendo in noi, per opera dello stesso Spirito, la dimora del Figlio, secondo la perfezione del santo Vangelo. Sappiamo bene che quest’ultima espressione, sia in Chiara come già in Francesco, esprime la sequela del Cristo povero, contemplato nel suo mistero di kenosi, di abbassamento nell’Incarnazione e nella Passione redentrice, accolto nell’assumere una vita che non ricusa “nessuna povertà, fatica, tribolazione, umiliazione e disprezzo del mondo”. 

Così è stato per la Vergine Maria che nell’antifona dell’Ufficio della Passione, Francesco invoca con le stesse parole che qui riferisce a Chiara e alle sorelle. Allo stesso modo, nella Lettera ai fedeli, definisce ogni uomo che persevera nella via del Vangelo, attraverso una vita di penitenza e di ascolto obbediente dei comandamenti del Signore. 

Così anche a noi oggi sia dato, per grazia dello Spirito e per l’intercessione della Madre di Dio, Regina degli angeli e di santa Chiara, di partecipare nella nostra carne alla povertà del Figlio di Dio, quella povertà che ha la sua fonte e il suo vincolo nella carità, nel dono totale di sé stessi a Dio e ai fratelli.

 

A cura delle sorelle di Lovere