Spunti di riflessione per la Novena di santa Chiara – 3 agosto: Chiara, ancella di Cristo e delle sorelle povere

Sabato 3 agosto 2019

Chiara, ancella di Cristo e delle sorelle povere

  “Io Chiara, ancella di Cristo e delle sorelle povere di S. Damiano”: possiamo dire che questa espressione sia il biglietto da visita con il quale S. Chiara si presenta e vuole essere accolta. La troviamo infatti in tutti i suoi scritti: nella Regola, nel Testamento, nella Benedizione e nelle 5 Lettere, proclamata con consapevolezza fiera perché avvalorata dalla  vita.

Il termine “Ancilla/Famula” è usato da Chiara e dai suoi contemporanei con il suo significato primo di “serva, domestica, persona dedita al servizio in famiglia.” Chiara fonda la sua vita e quella delle sue sorelle dentro una dinamica di servizio e questo perché “il Figlio di Dio, che si è fatto nostra via, non è venuto per essere servito ma per servire e dare la sua vita per la salvezza di tutti”. Come Chiara ha vissuto il suo essere “ancella/serva di Cristo e delle sorelle” possiamo coglierlo leggendo i suoi scritti, ascoltarlo dalle testimonianze delle prime sorelle al Processo di canonizzazione e leggerlo nelle biografie dei contemporanei. L’assidua contemplazione del Signore Gesù povero e umile e l’amoroso chinarsi di Chiara verso le sorelle, l’hanno trasformata interiormente, facendo di tutta la sua vita un dono d’amore lieto e generoso.

Incontriamo Chiara come “Ancella di Cristo” quando apre il cuore allo Spirito del Signore e si abbandona alla sua santa operazione;     è ancora serva di Cristo quando ama con tutta se stessa Colui che per amor suo tutto si donato e tiene fisso lo sguardo sul Crocifisso povero per seguirne fedelmente le orme;                           o ancora, mentre la vediamo stringersi alla sua dolcissima Madre per diventare, unita a lei, “collaboratrice di Dio stesso e sostegno delle membra deboli e vacillanti del suo ineffabile corpo”.

Il servizio alle sorelle che Chiara vive come Madre, ha il volto trasparente del dono gratuito proprio di chi sa di aver ricevuto tutto da Dio e di non poter trattenere nulla per sé. Servire le sorelle che il Signore le ha donato è per lei una semplice restituzione, da offrire a ciascuna senza riserve, con cuore umile e grato. Il servizio di Chiara ha lineamenti materni: sa amare e nutrire con cura, teneramente attenta ad ogni dimensione della persona.                                                                                                    Le diverse testimoni al processo ci dicono che “essa verso le sore sue era umile, benigna e amorevole” e “tutta era accesa de caritade et amava le sore sue come sè medesima” e mentre che essa fu sana, le serviva e lavava a loro i piedi e quelle opere che erano più vili le faceva ella.”

Accogliamo, all’inizio di questa giornata, come segno della premura materna di Chiara per tutti, la sua Benedizione: “Il Signore sia sempre con voi, e ora voi siate sempre con Lui. Amen!”

A cura delle sorelle di Lovere