Spunti di riflessione per la Novena di santa Chiara – 5 agosto: La povertà “beata”

Lunedì 5 agosto 2019

La povertà “beata”

O beata povertà, che procura ricchezze eterne a chi l’ama e l’abbraccia!
Sono parole di Chiara che possono lasciare un po’ perplessi e suscitare almeno una domanda:
può la povertà essere detta “beata”?

In questo mondo la povertà è una piaga che si allarga, porta con se tanta sofferenza ed è spesso il segno e il frutto di tanta ingiustizia.

E non è forse vero che Gesù ha cercato in molti modi di sollevare uomini, donne, bambini, dalla povertà della malattia, della miseria, dell’emarginazione, della fame e persino della morte?

Se continuiamo nell’ascolto di Chiara, troviamo queste parole:

«O pia povertà, che il Signore Gesù Cristo si degnò di abbracciare…!». 

E in un altro passo:

«Abbraccia… Cristo povero».

La povertà che Chiara considera “beata, santa, pia” è dunque la povertà del Figlio di Dio.
È la povertà che Gesù Cristo ha abbracciato, così da divenire Egli stesso “povero”.
Di quale povertà si tratta?

Ce lo dice san Paolo, nella lettera ai Filippesi, molto cara a santa Chiara:

«Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò sé stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini»

E Chiara scrive ad Agnese di Praga:

«Guarda con attenzione la povertà di colui che è posto in una mangiatoia e avvolto in pannicelli.
O mirabile umiltà e povertà che dà stupore!
»

L’Incarnazione è la forma della povertà di Dio, che nel suo Figlio povero ci ha dato tutto di sé e ha posto noi al di sopra della sua stessa vita. 

Abbracciare la povertà del Figlio di Dio, che ci ha amato e ha dato la sua vita per noi, significa per Chiara farsi “poveri” in questo mondo: riconoscere di aver ricevuto tutto da Dio, attendere tutto da Dio; uscire dalla logica del possesso e del potere e imparare ogni giorno da Lui a fare della propria vita un dono d’amore.
Perché questa è la vera questione della povertà amata da Chiara: portare il frutto della carità!

«Voi infatti sapete che il regno dei cieli è promesso e donato dal Signore solo ai poveri,
perché quando si amano le realtà temporali,
si perde il frutto della carità»
(santa Chiara, lettera I ad Agnese di Praga)

A cura delle sorelle di Lovere