Testimonianza di sr. Miriam di Lovere

…come pellegrine e forestiere… (Regola di santa Chiara cap. VIII)

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Il mio pellegrinaggio è iniziato circa 58 anni fa in un paese della bassa bresciana (Bagnolo Mella) e continua a Lovere, dove vivo in una fraternità di sorelle clarisse dal 1983.

Nella mia giovinezza in cerca di senso, di amore, di felicità, quel Dio che avevo iniziato a percepire sempre più lontano ed estraneo, improvvisamente, attraverso la sua Parola, e grazie all’amicizia di alcune persone , si è fatto vicino e mi ha chiamato:

Miriam! – Rabbouni!

Interrotti gli studi mi sono messa alla scuola di Gesù. È iniziato un cammino, con le sorelle di Chiara d’Assisi sui passi di Lui che per noi si è fatto piccolo, povero, fratello di tutti.

È su questa via, fatta di un quotidiano semplice di preghiera, di lavoro, di fraternità, dentro la Chiesa, in comunione con le gioie e le fatiche di ogni uomo e donna di questa terra, che vivo il mio esodo dall’io, al Tu, al Noi.

Credo che sia questo il grande e avventuroso viaggio di noi tutti: dalla schiavitù del nostro io alla terra promessa della comunione con l’A/altro, attraversando il deserto della paura, delle prove ma pure delle sorprese di Dio che mai ci abbandona e che, nel suo Figlio Gesù Cristo e nella forza dello Spirito, si offre a noi non solamente come esempio da imitare ma anche come strada da percorrere, come compagno di viaggio verso quella «Città che si chiamerà: là è il Signore» (Ez. 48,35).

Guardo a questa città, che l’Apocalisse descrive simbolicamente con alte mura e porte aperte in tutte le direzioni, così da accogliere tutti i figli di Dio amati e attesi dall’eternità.

Là nessuno sarà straniero, ma tutti familiari, figli. Là vedremo i nostri nomi incisi sul palmo della mano di Dio che è Padre e Madre, là ci riconosceremo fratelli e sorelle in una gioiosa convivialità di volti, di cuori, di storie riconciliati.

Sr. Miriam